L'anoressia nervosa colpisce sempre di piu', e a farne le spese sono ragazze sempre piu' giovani. E' in sintesi questo il contenuto di un convegno che si e' aperto all'Ospedale Niguarda di Milano, dove esperti di respiro internazionale si stanno confrontando sui disturbi del comportamento alimentare. ''In eta' precoce i casi sono in aumento a livello sia nazionale che internazionale - spiega Maria Gabriella Gentile, responsabile del centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare del Niguarda - negli ultimi anni abbiamo avuto 113 pazienti con forme gravi di disturbo alimentare, che sono stati sottoposti a trattamento integrale e intensivo, ma che sono stati anche ricoverati in day hospital. La loro eta' media e' 14 anni, ma le punte vanno dagli 8 anni ai 16''. Il dato preoccupante e' che fino a pochi anni fa questi casi non esistevano nemmeno: ''Fino a prima del 2000 circa - aggiunge l'esperta - i casi prima dell'adolescenza erano assenti o eccezionali. Ora su 500 pazienti sono circa il 40%, e tra questi l'8-9% dei casi riguarda maschi''. L'aumento di casi di anoressia nell'eta' precoce e' ancora piu' grave, se si pensa che quello e' proprio il periodo dello sviluppo. ''Sono disturbi che devono essere curati nel modo piu' consono e precoce possibile - prosegue Gentile - anche perche' possono esserci problemi di crescita, anche estremamente gravi. Per fare un esempio, i bambini in Corea del Nord sono piu' bassi in media di 8 centimetri rispetto a quelli della Corea del Sud, a causa della malnutrizione conseguente ai motivi politici ed economici. C'e' lo stesso rischio per i nostri bambini: se la cura non e' tempestiva e si ritarda, il pericolo e' di intaccarne la crescita''. Ma perche' questo aumento proprio nei piu' giovani? ''Le cause sono sempre multiple - continua l'esperta del Niguarda - ma la fascia si sta allargando perche' arrivano ai bambini messaggi sempre piu' confondenti, come quelli della magrezza come modo di apparire, gia' dalle elementari. Accanto abbiamo una 'schiofrenia' dell'informazione, perche' permane anche l'eccessivo consumo di cibo e la vita sedentaria, che portano all'aumento dei casi di obesita'. A tutto questo si aggiunge il fatto che i bambini si vedono poco accettati e realizzati''. Per uscire da questo tunnel ''serve piu' prevenzione, non solo a livello dei medici ma anche dei mass media, della scuola, e soprattutto una diagnosi precoce'', conclude Gentile. E dato che la prevenzione non e' facile, perche' non e' sempre immediato cogliere nei propri bambini l'inizio del disagio, l'esperta consiglia di prestare particolare attenzione ''quando un bambino comincia ad alimentarsi in maniera abnorme, o l'aumento di peso non e' piu' armonico, o se la loro crescita si interrompe, o ancora se mangiano solo alcuni cibi e ne rifiutano altri. I pediatri, infine, non dovrebbero sottovalutare i casi, mentre i genitori non devono aver timore di chiedere un consiglio agli esperti in caso di dubbio''. •
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