L'oncologo Umberto Veronesi ha organizzato il primo convegno al mondo in cui gli scienziati si confronteranno con religiosi, economisti, politici e bioeticisti per cercare un'alleanza fra scienza e società per combattere paure e irrazionalità che portano a vedere nella ricerca un nemico pericoloso. Il futuro della ricerca sarà il tema del convegno internazionale, in programma a Venezia in settembre ed è stato presentato nei giorni scorsi a Roma. Quello attuale fra scienza e società, secondo Veronesi, ''è un distacco sorprendente, considerando lo sviluppo che la scienza ha avuto negli ultimi 30 anni. Ci saremmo aspettati entusiasmo e invece è nato un movimento di diffidenza, ma forse è stato uno sviluppo troppo rapido''. E cosi' uno dei messaggi oggi ricorrenti è ''fermate la scienza'', ha detto ancora. E' nato ''un processo di regressione'' che ha finito ''col portare sugli schermi televisivi maghi e chiromanti, oroscopi a non finire e addirittura esorcisti e occultisti''. Un atteggiamento, ha proseguito, che ha portato ad un ''risultato desolante: l'Italia è ultima in Europa negli investimenti in ricerca, gli enti pubblici di ricerca sono perennemente in crisi, le facoltà scientifiche hanno sempre meno iscritti''. ''Lo sviluppo scientifico è stato troppo rapido - è questa una possibile spiegazione per Veronesi - c'è la paura del dopo. Capisco la diffidenza, ma è nostro dovere di scienziati cercare un'alleanza fra valori diversi''. Adesso, ha aggiunto, è necessario guardare al futuro, anche mettendo in contro anche eventuali sviluppi ''pericolosi''. Sono ormai lontani, secondo Veronesi, i tempi in cui si considerava la scienza un'attività neutrale e distaccata: ''la neutralità della scienza - ha osservato - è una vecchia tradizione'' e la figura del ricercatore inconsapevole delle possibili applicazioni del suo lavoro ''è una cattiva leggenda''. E' invece opportuno, ha rilevato'' che lo scienziato debba avere un suo ''codice dei limiti che non deve oltrepassare. Discutere di questo sarà uno degli obiettivi della conferenza di Venezia''. L'incontro, ha concluso, sarà l'occasione di un confronto senza precedenti fra scienza e societa' e il documento che ne deriverà, la Carta di Venezia, sarà il primo passo verso la volonta' di ''programmare il futuro in modo intelligente per le prossime generazioni''. •
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