La donna ha una diversa percezione del rischio di infarto rispetto all'uomo: tende, infatti, a sopravvalutare il pericolo. La differenza di genere nell'approccio svela che le donne sono 'reattive' nei confronti della prevenzione cardiovascolare, anche perche' hanno un atteggiamento piu' salutista. A rivelarlo e' uno studio - il 'Coronary heart desease prevention program' - realizzato dal Servizio di prevenzione e protezione del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) di Roma in collaborazione con il Medical Service della Fao (Food and drug administration), che dara' luogo al seminario 'Questioni di cuore' . Lo studio e' stato condotto su un campione multietnico di 632 lavoratori (359 uomini e 273 donne, dai 45 anni in su) delle sedi romane delle Nazioni Unite. I partecipanti hanno espresso un giudizio personale sulle probabilita' di avere un infarto nei successivi dieci anni, utilizzando una scala quantitativa di valori (rischio basso: - 5%, lieve: fino al 9%; moderato: fino a 19%, elevato: + 20%). La valutazione e' stata poi confrontata con i reali fattori di rischio cardiovascolare, calcolati in base al programma computerizzato basato sullo studio epidemiologico Framingham heart study. I risultati hanno dimostrato che il rischio di infarto medio effettivo e' maggiore negli uomini (11%) che nelle donne (5%). Negli uomini c'e' una sovrapposizione tra rischio calcolato (46%) e rischio percepito (considerato moderato-elevato nel 45% dei casi). Il 43% delle donne, pur non rischiando l'infarto nel 93% dei casi, e' convinto di correre un rischio moderato-elevato. ''Il comportamento piu' reattivo delle donne e' dovuto - spiega in una nota Maria Paola Graziani, ricercatrice dell'Istituto di Scienze dell'alimentazione del Cnr - ai diversi obiettivi sociali della popolazione femminile. L'esasperata attenzione verso il proprio corpo e il mantenimento del peso ha influito sullo stile di vita e il comportamento nutrizionale. Dove la popolazione maschile per lo piu' privilegia il piacere sensoriale e gustativo, quella femminile sviluppa attenzione selettiva verso le componenti nutrizionali''. •
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