Una dose giornaliera di aspirina puo' prevenire l'insorgenza del cancro in coloro che hanno una predisposizione genetica alla Sindrome di Lynch, condizione che riguarda circa il 5% di tutti i casi di cancro del colon. Lo ha detto il britannico John Burn, docente dell' Istituto di Genetica Umana dell' Universita' di Newcastle, al Congresso ECCO-ESMO di Berlino, che riunisce Societa' Europea di Oncologia Medica e Organizzazione Europea per il Cancro. Burn ha provato le sue affermazioni con i risultati di una sperimentazione che ha coinvolto 1071 persone, sane ma con la mutazione genetica che causa la Sindrome di Lynch, reclutate in 42 centri in tutto il mondo. Divisi casualmente in due gruppi, al primo e' stata somministrata una dose giornaliera di 600 milligrammi di aspirina, al secondo soltanto placebo. La Sindrone di Lynch e' un tipo di cancro ereditario del tratto digestivo, che interessa soprattutto colon e retto. Ma chi ha questa sindrome ha anche un maggior rischio di cancro a stomaco, intestino tenue, fegato, dotti vescicali, tratto urinario, cervello, pelle e prostata. Le donne hanno anche un alto rischio di sviluppare il cancro a endometrio e ovaio. La prima parte dello studio e' stata deludente: dopo 29 mesi non c'era evidenza degli attesi benefici dell'aspirina e il trial si e' fermato. Ma il disegno originale prevedeva controlli a lungo termine. ''Su 628 pazienti del gruppo originario - ha spiegato Burn - il controllo e' stato portato a 10 anni. E si e' visto che gia' dopo 4 anni l' incidenza dei tumori nel gruppo dell'aspirina e nel gruppo del placebo cominciava a divergere: a quella data c'erano stati solo 6 cancri del colon nel primo gruppo contro 16 nel secondo. C'e' stata anche una riduzione dei casi di cancro dell'endometrio''. Per il ricercatore britannico ''si tratta di un risultato statisticamente significativo'' che potrebbe essere dovuto all'effetto dell'aspirina sulle cellule staminali tumorali del colon. Ed e' stato verificato che ''dopo aver interrotto l' aspirina, l' effetto e' continuato ed e' stato direttamente correlato alla durata dell' assunzione del farmaco''. Il passo successivo, ha concluso il professore, sara' ''di verificare se gli stessi risultati si possono ottenere con dosi inferiori di aspirina e quindi con minori effetti collaterali''. •
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