Bisognera' aspettare ancora un po', ma la pillola anti-celiachia, la malattia che produce intolleranza permanente al glutine, non e' piu' solo un sogno. Dopo la fine della sperimentazione di fase 2 su circa 300 pazienti, infatti, entro 2-3 anni e' previsto l'arrivo di un farmaco che potrebbe rivoluzionare le abitudini alimentari di tutti quei pazienti (85 mila sono i diagnosticati) che potranno finalmente dire addio alla dieta 'su misura'. La novita' e' stata presentata all'Istituto superiore di Sanita nel corso della presentazione della campagna nazionale di comunicazione sulla Celiachia realizzata dall'associazione italiana Celiachia (Aic). In sostanza, si potra' assumere il farmaco prima dei pasti in modo tale da bloccare l'effetto tossico del glutine. ''La pillola e' nella fase di sperimentazione ma ha dimostrato che i pazienti tratttati hanno sviluppato i sintomi classici solo nel 14% dei casi, contro il 75% di quelli trattati con placebo ed esposto al glutine'', spiega Alessio Fasano, direttore del centro di ricerca sulla celiachia dell'Universita' del Maryland a Baltimora, sottolineando che la pillola anti celiachia ''assunta prima dei pasti potrebbe impedire il passaggio del glutine al corpo''. Certo, una volta in commercio la pillola ''non potra' essere usata quotidianamente'', avverte Umberto Volta, presidente del comitato scientifico dell'Aic, ''ma sicuramente almeno una volta alla settimana''. E sempre all'Istituto superiore di Sanita' e' stato firmato un accordo tra l'Iss e l'Aic per l'avvio del primo studio per la valutazione dell'esposizione dei pazienti celiaci alle micotossine contenute nel mais, oggi riconosciute come fattore di rischio per il cancro. •
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