E' una molecola la nuova arma contro le resistenze ai farmaci usati per il tumore mammario. Duplice inibitore, il Lapatinib e' il primo farmaco somministrabile per bocca che ha dimostrato una potenzialita' in piu' rispetto agli altri: esercita un'azione di doppia inibizione che da un lato riduce la proliferazione anomala delle cellule tumorali, dall'altro contrasta lo sviluppo della lesione e delle eventuali metastasi. ''Tutti i tumori prima o poi mostrano delle resistenze, ovvero una riduzione dell'efficacia dei farmaci. Il trattamento, prima tossico e quindi in grado di inibire il tumore, diventa invece tollerato'', spiega Giampaolo Tortora, professore di Oncologia medica all'Universita' Federico II di Napoli, a margine del Convegno ''Nuove frontiere terapeutiche del tumore mammario ErbB2+'', organizzato a Roma dalla GlaxoSmithKline (Gsk). Il Lapatinib, che ha ricevuto a maggio l'approvazione dell'Aifa, inibisce invece gli enzimi associati sia ai recettori cellulari Erb1 sia Erb2. Usato in combinazione con altri farmaci, in particolare con la capecitabina, il Lapatinib ha mostrato una riduzione del 43% del rischio di progressione della malattia e un tempo medio alla progressione di 6,2 mesi contro i 4,3 della terapia singola con il solo chemioterapico. ''La sua capacita' e' infatti quella di colpire piu' bersagli dall'interno della cellula malata, superando quindi i casi in cui si verificano le resistenze. Lo stesso uso della molecola insieme al trastuzumab, ora allo studio, ci da' molte speranze'', aggiunge Michele de Laurentis, dell'Universita' Federico II. ''Non solo - aggiunge Luca Marini, direttore medico di Oncologia della Gsk, - l'uso di Lapatinib con l'ormonoterapia ha dato risultati molto simili alla chemioterapia, ma con un profilo di tossicita' molto minore'' •
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