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martedì 09 marzo 2010

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Qualità della vita per le donne che lottano contro il tumore


Pascale, Gemelli e l'Istituto Europeo di oncologia uniti per dare maggiore attenzione alle risorse che accompagnano la donna nel corso delle cure

     

 

Un incontro parallelo in tre centri oncologici nazionali l’8 marzo giorno della Festa della Donna per ricordare l’importanza della qualità della vita per il sesso femminile che lotta contro il tumore. E’ l’iniziativa, presentata oggi in un convegno organizzato dalla Proformat Comunicazione a Roma, che vedrà protagonisti, per la prima volta, l’Istituto Nazionale dei Tumori “G.Pascale”di Napoli, il Policlinico Gemelli della Capitale e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. L’incontro dell’8 marzo nasce per discutere dei fattori che incidono sul trattamento medico cui sono sottoposte le donne colpite da patologia tumorale (122 mila casi l’anno, oltre un milione in cura), dalle terapie farmacologiche, con ridotti effetti collaterali, sino alla cura dell’aspetto estetico. “Si tratta di un’occasione fondamentale per discutere e trovare adeguati modelli di assistenza per le pazienti” afferma il direttore Oncologia Medica Dipartimento Uro-Ginecologico del Pascale, Sandro Pignata.
Una rivoluzione in rosa nei reparti di oncologia delle strutture ospedaliere italiane, in cui cresce l’attenzione sulle risorse che accompagnano la donna nel corso delle cure, dalla cosmesi allo shiatsu, dal supporto psicologico alla riabilitazione fisica.
“La necessità di guardare alla qualità della vita delle pazienti ora è più sentita che in passato - spiega il responsabile del Pascale - perché per molte neoplasie sono disponibili trattamenti medici adeguati, come nel caso del carcinoma ovarico, grazie ai farmaci biologici oppure i chemioterapici rimodulati, che portano a una cronicizzazione della malattia”. L’oncologia italiana, secondo Pignata, può ottenere risultati attraverso una strategia terapeutica in cui “è fondamentale un team oncologico con figure professionali, dallo psiconcologo all’oncologo, al riabilitatore, ai volontari delle associazioni, in grado accompagnare la paziente durante le terapie, abbiano fine positivo o meno”.
In Campania, così come in quasi tutte le regioni italiane, le forme tumorali della mammella (37 mila casi annui), del carcinoma ovarico (4 mila) e del collo dell’utero sono le più diffuse tra il sesso femminile e quelle che provocano il numero più alto di decessi. In crescita la percentuale di sopravvivenza, specie nel caso del cancro alla mammella, è ancora forte l’impatto dei trattamenti farmacologici, chirurgici e radioterapici sulla qualità di vita. “La nostra regione, in particolare la provincia di Napoli - nota Pignata - risulta essere maggiormente esposta di altre realtà a causa dell’alta densità abitativa, come certifica il Registro per i Tumori campano”.
L’istituto Pascale ha attivato, su indicazione della regione Campania, un Dipartimento sulla Qualità della vita, reparto in cui si svolge la riabilitazione fisica delle pazienti e attività di rilassamento pisco-fisico, come i massaggi shiatsu. Inoltre il percorso psicologico è affidato all’Unità di Psiconcologia, che crea gruppi di ascolto per sostenere le ammalate. “La nascita del dipartimento è avvenuta due anni fa. Il nostro obiettivo è di rendere migliore la permanenza nella nostra struttura - sostiene il direttore Pignata - Per questo motivo, su indicazione delle pazienti che temono molto il distacco dai figli quando devono sottoporsi ai trattamenti, abbiamo approntato un asilo nido, dove i bambini giocano e vivono in un ambiente sereno. E non manca un’attenzione particolare all’aspetto spirituale della donna: spesso, nel corso della malattia, si mette in discussione anche la fede”.

 

di AlbatrosNews
   
   

 

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