La gestione della salute dei detenuti passa nelle mani della Regione Campania. Questo il risultato dell'accordo di programma firmato dall'assessore regionale alla Sanita' Mario Santangelo, dal provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria della Campania Tommaso Contestabile e dal dirigente regionale della giustizia minorile Sandro Forlani che prevede anche l'istituzione di un Osservatorio permanente sulla sanita' penitenziaria. Il protocollo completa l'iter avviato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1 aprile 2008 che sanciva il passaggio delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere dal ministero di Giustizia al ministero della Salute. ''E' un accordo molto importante - ha dichiarato l'assessore Santangelo - perche' rappresenta una svolta nell'assistenza sanitaria all'interno delle carceri ed e' volto ad umanizzare il sistema assistenziale che qualche volta, in alcuni istituti penitenziari, pecca. Un accordo che intende creare un nuovo modello che, partendo dalle strutture, dalle attrezzature e dal personale ad alta qualificazione, sia in grado di rispondere al meglio alle esigenze della popolazione carceraria''. E proprio per migliorare strutture ed attrezzature, l'ente di Palazzo Santa Lucia ha gia' stanziato alcuni fondi: 5mila euro destinati all'implemento dei piani organizzativi e 7milioni di euro per il miglioramento delle tecnologie sanitarie all'interno degli istituti di Secondigliano dove sara' realizzato un centro clinico con sale operatorie e di Poggioreale dove sara' realizzato un centro diagnostico a disposizione non solo dei detenuti campani, ma anche delle regioni limitrofe. Fondi cui si aggiungono altri 3milioni di euro impiegati per la realizzazione di progetti terapeutico-riabilitativi per gli individui che si trovano negli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). ''L'accordo di oggi - ha detto il provveditore Contestabile - e' un punto di partenza e per quanto riguarda le problematiche degli Opg rappresenta una risposta alle difficolta' che i magistrati di sorveglianza hanno nel rimettere in liberta' chi non e' piu' socialmente pericoloso perche' all'esterno manca un luogo che si possa prendere cura dell'internato''. Ad oggi, secondo i dati forniti, in Italia vi sono circa 400 internati che restano negli Opg pur potendo uscire di cui il 45 per cento, circa 80, solo in Campania. E proprio per questi 80 internati, dal 1 gennaio 2010, partiranno i progetti individuali di dimissione, affidati alle Asl regionali. Un piano volto a ridurre la popolazione dei due Opg campani, di Aversa e Napoli, al cui interno oggi vivono piu' di 400 persone, che progressivamente dovrebbero diventare 280. Un passaggio di competenze e di responsabilita' a cui, ad oggi, come spiegato, non corrisponde ancora un pieno passaggio delle risorse economiche. ''Per il 2010 - ha detto l'assessore Santangelo - ci aspettiamo una cifra pari a 20milioni di euro per pagare tutta la sanita' penitenziaria, cifra molto al di sotto delle esigenze''. Un calcolo che, secondo quanto riferito, e' stato eseguito in base alla popolazione carceraria del 2006, anno dell'indulto. Popolazione che, ad oggi, e' molto aumentata. Un accordo di cui beneficeranno anche i 60 ragazzi di Nisida e i 30 di Airola e che, come affermato da Forlani ''riveste importanza anche per i rapporti con il territorio, con l'associazionismo e con il volontariato fondamentali per il settore minorile'' •
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