Assistenza, formazione e ricerca, all’interno di Hospice in rete con il territorio. Cicely Saunders, straordinaria fondatrice del movimento Hospice nel mondo, sorriderà dal cielo, sapendo che in Italia, in Campania per giunta, sta per partire un’iniziativa di cultura e salute. Oggi l’Associazione House Hospital onlus ed European Cancer Patient Coalition, in sintonia con il Coordinamento Regionale Campano della Società Italiana Cure Palliative, con il mondo ANTEA ed altre prestigiose ONLUS, annuncia la nascita imminente di un settore sognato ed atteso, invano preparato da pochi per molti anni, costituito da centri residenziali in rete con le realtà sanitarie territoriali e con le grandi aziende ospedaliere, dedicato all’assistenza e cura di malati fragili e sofferenti e delle loro famiglie.
Il contrasto al dolore ed alla sofferenza è ormai concretezza che si affaccia ai nostri occhi in una terra bellissima in cui molto spesso il PIANETA SALUTE è stato vittima dell’incuria e delle incapacità di amministratori.
Presto, finalmente, troverà più ampia applicazione quella Carta dei Diritti che, promulgata nella Giornata Nazionale del Sollievo del 2008 a cura della Consulta Regionale della Campania per la Bioetica in Cure Palliative, si trovava a sopportare la fatica che sovente accompagna le nascite ed i primi momenti di vita. La Carta, sostenuta nella società civile soprattutto dal mondo del Volontariato, dai non molti addetti ai lavori e da tanti entusiasti appartenenti al variegato mondo della cultura, afferma che è diritto del malato sofferente e terminale:
· essere riconosciuto come persona durante tutto il tempo di vita che rimane;
· essere sempre correttamente informato sul suo stato di salute e sulla prognosi;
· poter decidere e riformulare decisioni al riguardo della propria malattia, nel rapporto di alleanza terapeutica con i curanti, vedendo rispettata la sua volontà e le sue direttive;
· ricevere con continuità assistenza e cure adeguate, possibilmente nel luogo desiderato, senza subire interventi che riducano la qualità della vita o prolunghino artificialmente i processi del morire;
· ottenere sollievo dal dolore e dalla sofferenza, anche attraverso il ricorso alla sedazione palliativa;
· vedere riconosciute, rispettate e soccorse le necessità psicologiche, relazionali e spirituali, secondo i suoi ideali e la sua fede;
· poter coltivare speranza ed esprimere in riservatezza e libertà le sue emozioni, disponendo di tempi e spazi per una comunicazione adeguata;
· poter mantenere dignità e rispetto fino al termine della vita, nella vicinanza dei propri cari e di quanti se ne prendono cura.
Per garantire tali diritti, nuovi o rinnovati, il modello di riferimento culturale, organizzativo e ideale doveva essere quello giusto.
ECPC, House Hospital, ANTEA e la SICP nazionale e regionale sono pertanto impegnate a difendere ancora e sempre la persona malata e la sua famiglia, in particolare quando resi fragili, vulnerabili e bisognosi di aiuto. Il Polo del Sollievo, dunque, più che una speranza o una promessa, è una realtà pronta ad operare agli inizi del 2010 a favore dei tanti che, nella malattia, lottano contro il dolore inutile e la perdita di dignità e di autonomia.
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