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mercoledý 23 novembre 2005

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Nuove terapie farmacologiche contro i tumori cerebrali


Durante la tre giorni ampio spazio Ŕ stato dedicato ai nuovi farmaci capaci di raddoppiare la sopravvivenza dalla malattia

     
NAPOLI. Le recidive dei tumori alle meningi, le metastasi celebrali, l'epilessia tumorale, ma soprattutto le innovazioni farmacologiche in campo neuro-oncologico sono stati alcuni dei temi  trattati nel corso del X Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Neuro-Oncologia (AINO), che si è svolto a Napoli  nei giorni scorsi. Durante i tre giorni di dibattito - che hanno rappresentano da anni il principale forum per tutti gli specialisti che si occupano di ricerca di base e terapia dei tumori cerebrali - numerosi sono stati i simposi organizzati per discutere delle principali innovazioni terapeutiche nei tumori cerebrali: ampio spazio è stato dedicato a comunicazioni riguardanti la biologia, la patologia, la diagnosi e la terapia delle neoplasie tumorali. Agli incontri hanno partecipato ricercatori stranieri di fama internazionale, esperti in campo neuro-oncologico, al fine di favorire un proficuo scambio di esperienze cliniche e scientifiche e acquisire nuove conoscenze. Nel primo giorno del congresso, si è tenuta la tavola rotonda “Focus on high grade glioma: current and future directions”, che ha affrontato la tematica delle future prospettive nel campo della cura dei tumori celebrali. In particolare, è stato analizzato uno studio multicentrico europeo sull'uso di un farmaco, il temozolomide, che ha consentito sia il raddoppio delle probabilità di sopravvivenza sia un aumento significativo dell'intervallo libero da malattia, fattore quest'ultimo rilevante per una patologia ritenuta non responsiva alla chemioterapia e pertanto incurabile. Tra gli esperti che hanno preso parte al Congresso, il professor Riccardo Soffietti - presidente dell'Aino, responsabile della divisione di Neuro-Oncologia dell'università di Torino e presidente della divisione di Neuro-Oncologia dei dipartimenti di Neuroscienze e Oncologia dell'ospedale San Giovanni Battista di Torino – il quale ha affrontato le prospettive future nel trattamento di altri tipi di tumori maligni, in particolare di quelli oligodendrogliali, e il professor Minesh Mehta, responsabile del Rtog (principale gruppo cooperativo americano di radioterapia) e direttore della divisione di Oncologia dell'università del Wisconsin (Usa), che ha riportato anche altre e più recenti esperienze presentando i nuovi sviluppi e le future prospettive.“Attualmente sono molteplici i risultati della ricerca in ambito farmacologico e le esperienze sul campo sono molto promettenti. - ha spiegato il professor Mehta - Dall'utilizzo di nuovi farmaci molecolari, che servono a bloccare la crescita del tumore, agli antiangiogenetici, utilizzati per bloccare la formazione di nuovi vasi, fino ai radiosensibilizzanti, farmaci utilizzati per potenziare l'effetto delle radiazioni”. Per il professor Soffietti i progressi effettuati in questo campo nell'ultimo decennio sono stati ''enormi'': ''Dalla dimostrazione della loro elevata risposta a certi farmaci alla scoperta che la risposta alla chemioterapia può essere predetta in laboratorio con test molecolari. Nel campo del trattamento dei tumori cerebrali, vari gruppi italiani, Torino, Milano, Roma) operano come Centri di Eccellenza, collegati attraverso programmi di ricerca comuni con le migliori Istituzioni nordamericane e europee''.
Al Congresso, organizzato dalle strutture di Neurochirurgia dell'Università Federico II di Napoli e dell'ospedale Cardarelli di Napoli, sono intervenuti l'assessore alla Sanità della Regione  Campania, Angelo Montemarano, il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Federico II, Giovanni Persico, e il direttore generale dell'azienda ospedaliera di rilievo nazionale 'A. Cardarelli', Enrico Iovino. 

di AlbatrosNews
   
   

 

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